san Valentino champagne rose

Champagne Rosa come la vita positiva e l’audacia, come il romanticismo e il desiderio. Un regalo perfetto per San Valentino insomma.

Ma conosci come viene fatto un rosé in champagne? Lo sapevi che ci sono 2 diversi metodi?

  • Il primo, che è certamente più complicato, è quello utilizzato per produrre quelli che in Champagne vengono chiamati rosé de saignée.
    Saignée letteralmente significa sanguinamento, ma in gergo enologico significa estrazione del colore attraverso contatto del mosto con le bucce, un po’ come se le bucce sanguinassero colorando il mosto.
  • L’atro metodo prevede: vino base bianco (non importa se da sole uve bianche da sole uve nere o da uve bianche e uve nere) a cui in sede di assemblaggio si aggiunga del vino rosso, ottenendo così un vino base rosato.

Produrre uno Champagne Rosé de saignée è dunque più difficile ma ha anche dei vantaggi.

Ottenere un vino rosato per “sanguinamento”, come dicono i francesi, consente di estrarre il colore con appena poche ore di contatto del mosto con le bucce, generalmente 8 ore o al massimo 10.
Un contatto così breve tra la parte liquida e quella solida consente di estrarre colore, quel poco che necessita, senza estrarre tannini; infatti l’estrazione dei tannini richiede tempi più lunghi.
Al contrario preparare un vino base rosato ottenuto dal taglio di vini bianchi e rossi ci fornisce un vino base che dispone dei tannini (comunque una una tannicità molto limitata).

Ecco adesso che abbiamo approfondito l’argomento andiamo a scegliere il nostro Champagne secondo i nostri gusti, ma conoscendo meglio il metodo utilizzato per la sua produzione.

 

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