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GUIDE HACHETTE DES VINS 2018

Arrivano i primi risultati dei nostri piccoli Vigneron riportati sulla guida Hachette 2018.

Bourgeois-Boulonnais quest’anno è presente nella guida Hachette des Vins con ben 2 cuvées: il blanc de Blancs e il millesiamto 2008 che ha vinto anche una stella.

“Champagne BOURGEOIS-BOULONNAIS premier cru:

Fondata a Vertus, nella parte meridionale della Côte des Blancs, la famiglia Bourgeois ha un vigneto di 5,6 ettari situato solo in questa grande città classificata al 1 ° cru. Lo chardonnay è logicamente molto presente nelle sue cuvées. (RM)

– Brut Blanc de Blancs, Millesimato 2008 

Un’espressione interessante per questo blanc de blancs millesimato: frutta esotica, liquirizia, mandorla e pane tostato. Il burro entra in gioco in una bocca potente e rotonda con un piacevole finale tostato. Una leggera acidità regala un piacevole equilibrio all’insieme.

Consiglio per la degustazione: ravioli all’astice.

 

Viaggio in Champagne, il nostro diario – l’Aube

Iniziamo con il Diario:  Viaggio in Champagne l’Aube

Iniziamo oggi il viaggio in Champagne nella meravigliosa terra di gioielli preziosi.

Arrivando da sud la prima zona che incontriamo è l’Aube, simile alla Borgogna (e anche molto vicina), dove si susseguono estesi vigneti vitati in prevalenza a Pinot Nero e villaggi bellissimi; ne citiamo uno per tutti: Essoyes, è qui che Renoir padre ha trascorso 30 estati della sua lunga vita e Renoir figlio dice di aver passato i momenti più belli della sua infanzia.

Viaggio in champagne

FAmiglia Fleury, nel viaggio in chamapgne

Coma detto nell’Aube è il Pinot Nero a farla da padrone è qui, e solo qui, che si trovano anche le uve più particolari di tutta la Champagne: Pinot Bianco, Petit Meslier, Arbanne e Pinot Grigio e i vigneron più curiosi hanno iniziato a proporli o assemblati o in purezza, grandi meraviglie da provare!

Prima Tappa

Come prima tappa abbiamo scelto Courteron, un villaggio di 122 abitanti, dove ha sede la famiglia Fleury, mitici vigneron biodinamici sin dal 1992. 

L’art d’être naturel non è solo il loro motto, ma è lo stile di vita della famiglia Fleury. Parliamo di una maison storica, fondata nel 1929; Mr Jean Pierre Fleury, ora affiancato dai figli Morgane, Jean Sébastien e Benoit.

Fleury è una mosca bianca nell’universo champenois, da bambino sognava di diventare astronomo, l’incontro con l’agricoltura biodinamica che tiene conto della posizione degli astri, deve essere stata un’autentica rivelazione. Tutte le uve che troviamo nei suoi champagne sono coltivate in biodinamia.

Fleury offre una gamma molto ampia, dal classico blanc de Noirs al Rosé de saignée passando per diverse bottiglie haute gamme sino ai millesimati più importanti, sempre pronto a sperimentare nuovi dosaggi o assemblaggi sicuro dell’esperienza che deriva dalla lunga tradizione.

Molto simpatici e ospitali hanno reso molto speciale la prima sosta champenoise e, se il buon giorno si vede dal mattino, sarà un bellissimo viaggio.

Comunque vada in Champagne si festeggia: la Presa della Bastiglia

dejeuner

Ormai ci siamo eh…domenica sapremo chi è la squadra campione del mondo 2014, anche se noi siamo fuori la finale ha sempre il suo perché, no? 

Certo essere in Brasile sarebbe bellissimo, ma anche essere in Champagne non sarebbe male perché si prospetta un “ponte” di tutto rispetto: finale domenica sera e festa nazionale lunedì 14 luglio: La Presa della Bastiglia.

Avete idea di quanti tappi di champagne salteranno in Fancia? una gioia infinita per gli appassionati, tra un dejeuner sur l’herbe e un aperitivo nei vigneti.

Santé, cari amici e buono champagne a tutti!

 

Un po’ di storia: come nasce lo champagne?

Champagne nel Medioevo

Lo sapevi che in Champagne nel Medioevo il vino veniva prodotto dai monaci che lo usavano come “vino da messa“?

Lo champagne è uno dei pochi vini ai quali sia stato attribuito un inventore, l’abate benedettino Dom Pierre Pérignon, anche se sulla storia della sua origine esistono versioni differenti.

I vini della regione della Champagne erano conosciuti fin dal medioevo; venivano prodotti principalmente dai monaci delle numerose abbazie presenti nella regione, che lo usavano come vino da messa. Ma anche i regnanti francesi apprezzavano molto questi vini, fini e leggeri, tanto da offrirli in segno di omaggio agli altri regnanti europei. Si trattava però principalmente di vini fermi, quindi senza spuma, e rossi.

Le guerre ed i saccheggi, che nel 1600 devastarono la regione, causarono la distruzione e l’abbandono delle abbazie e dei conventi, e quindi il decadimento delle annesse vigne.

Intorno al 1670 Pierre Pérignon, giovane monaco benedettino, giunse all’abbazia d’Hautvillers, vicino ad Épernay, con l’incarico di tesoriere; egli trovò il convento, e le vigne, in uno stato di totale abbandono e si adoperò per rimetterle in sesto.

Il suo lavoro fu indirizzato principalmente alla produzione del vino; da perfezionista qual era, si applicò alla selezione delle uve migliori (la sua scelta cadde sul pinot noir), al privilegiare i terreni più vocati alla produzione, ad affinare le tecniche del taglio dei vini (assemblaggio di uve dello stesso tipo provenienti da zone diverse), ed a preferire una spremitura dolce per ottenere un mosto chiaro anche se da uve a bacca nera (tutte tecniche caratteristiche, ancora oggi, della produzione dello champagne).

Rimane il dubbio sulla genesi della trasformazione del vino fermo in vino spumante.

Una versione afferma che lo champagne sia nato casualmente per errore durante il processo di vinificazione di alcuni vini bianchi; tale errore avrebbe causato lo scoppio di alcune bottiglie poste ad affinare in cantina e quindi portato alla scoperta, da parte dell’abate, della “presa di spuma”.

Un’altra versione afferma che l’abate, per rendere più gradevole il vino prodotto, vi aggiungesse in primavera dei fiori di pesco e dello zucchero, tappando successivamente la bottiglia con tappi di legno di forma tronco-conica; allo stappare della bottiglia si produceva della spuma.

Un’ulteriore versione afferma che i viticoltori che usavano vinificare le uve di pinot si fossero resi conto che il vino ottenuto invecchiava male nelle botti, per cui decisero di imbottigliarlo subito dopo la fermentazione; nelle bottiglie questo vino conservava efficacemente gli aromi, ma aveva il difetto di diventare naturalmente spumante, il che comportava lo scoppio di molte bottiglie.

Quale che sia la versione, l’abate arrivò alla conclusione che la spuma fosse dovuta ad una rifermentazione (dovuta o ad errori nella vinificazione o all’aggiunta di lieviti – contenuti nei fiori di pesco – e di zucchero) del vino, con conseguente produzione di anidride carbonica. A questo punto, resosi conto della gradevolezza del vino “spumante”, decise di perfezionarne la produzione.

(fonte: wikipedia)

 

Lo champagne rosé più vecchio del mondo

L'antico documento su Ruinart RoséRisale al 1764, vale a dire ben 250 anni fa: “Oeil de Pedrix” è il suo nome, prodotto dalla maison Ruinart e inviato in Germania, all’allora Duca di Mecklembourg-Strelitz.
Lo Champagne rosé è un successo recente, almeno nei numeri, eppure sembra essere più antico di quanto si pensasse. La data è il 14 marzo 1764, impressa su un documento che certifica la vendita di questa particolare tipologia di vino prodotto appunto dalla celebre maison Ruinart, che è la più antica, fondata nel lontanissimo 1729.
La spedizione è riportata in un registro ritrovato negli archivi della cantina e riguarda 120 bottiglie, di cui 60 di “Oeil de Pedrix”, che secondo Ruinart proverebbe la prima spedizione di Champagne rosé della storia.
Sicuramente un rosè molto diverso da quello odierno, la cui colorazione sarebbe stata ottenuta con l’aggiunta di bacche di sambuco.

Festeggiamo questa scoperta meravigliosa con una selezione altrettanto meravigliosa dei nostri migliori Champagne rosè. Per scoprirli basta un clic qui.
La nostra selezione di Champagne Rosé