Il Territorio, i Vitigni e gli Stili

Il 28 Marzo 2017 si è tenuta la prima serata di degustazione di Champagne, per chi se la fosse persa facciamo un piccolo riassunto.

Corso Champagne Capagio

Degustazione Champagne 28 Marzo 2017

I Vitigni coltivati

  • Chardonnay: (a bacca bianca) apporta freschezza, finezza e nerbo agli assemblaggi. Se vinificato in purezza (Blanc de Blancs) origina vini leggeri adatti all’aperitivo. In Annate favorevoli dimostra una longevità ragguardevole.
  • Pinot Nero (a bacca rossa): conferisce corpo e spessore agli assemblaggi anche se risente in modo particolare degli andamenti climatici. Vinificato da solo o con il Meunier dà ordine al “Blanc de Noirs”. E’ anche il vitigno più utilizzato nei Rosé.
  • Meunier (a bacca rossa): dona ai vini fruttuosità ed immediatezza grazie anche a una acidità un po’ più contenuta. Per questo sue attitudini è utilizzato soprattutto nelle cuvée di base in assemblaggio con Chardonnay e/o Pinot Nero. E’ però in purezza che esprime al meglio le proprie peculiarità.

Queste tre uve costituiscono il 99,7% dei vitigni; in misura molto marginale sono coltivati anche Pinot Blanc, Arbanne e Petit Meslier.

Le zone di produzione:

La Vallé de la Marne è caratterizzata da un’elevata presenza di Meunier, La Marne è ii fiume che attraversa la Champagne e divide la Montagne de Reims dalla Cote des Blancs. Il terreno marmose affiora soprattutto nella parte est, mentre verso la Chateau Thierry torna più in profondità e si mescola con strati argillosi, più favorevoli al Meunier. I comuni classificati Grand Cru sono solo due: Ay e Tours-sur-Marne. Qui prevale il Pinot Nero e lo spessore dello strato gessoso dona ai vini maggiore struttura. Inoltre le esposizioni a sud dei vigneti (soprattutto quelli della riva destra) garantiscono maturazioni ottimali e conseguente morbidezza.

La Montagne de Reims è la zona dei grandi cru di Pinot Nero: è un vasto altopiano che si estende fra Reims ed Epernay ricoperto di boschi. sui suoi versanti vengono coltivati vigneti che affondano le radici in un sottosuolo gessoso.  I boschi hanno un’importante funzione termoregolatrice altre a garantire una certa biodiversità. I villaggi classificati Grand Cru sono 9: Sillery, Puisieulx, Mailly, Beaumont s/Vesle, Verzenay, Verzy, Ambonnay, Bouzy e Louvois.

La Cote des Blancs è il regno dei grandi Chardonnay. Il suo tenore elevato di acidità necessità lunghi tempi di spumantizazzione ed affinamento. Finezza,freschezza e mineralità assumono connotazioni più o meno incisive a seconda dello stile aziendale. Chouilly, Avize, Cramant, Oger, Le Mesnil s/Oger sono i comuni più quotati (Grand Cru).

La zona originaria della denominazione Champagne è stata poi estesa alla Cote de Sézanna e Petit et Grand Morin (prolungamenti verso sud della Cote des Blancs), a Montgenost ed alla Cote des Bar (distaccamenti a sud-est verso la Borgona).

Le tipologie in base al residuo zuccherino:

Nature o Pas Dosé o Dosage Zero: Sono gli Champagne più secchi che, al termine della presa di spuma dopo la sboccatura, vengono colmati con vino senza aggiunta di zuccheri. Adatti ai gusti più severi.

Extra Brut: sempre molto asciutti, massimo 3g/l di zuccheri.

Brut: residuo zuccherino che va dai 4g/l ai 12 g/l, sono le tipologie più diffuse, adatte sopratutto come aperitivo e da pasto. E’ consigliabile non accompagnarli con il dessert.

Demi-sec: residuo zuccherino fino a 32g/l, sono champagne amabili, con una dolcezza più marcata ed adatto con i dessert.

Doux: residuo zuccherino oltre 50g/litro, sono champagne dolci ma equilibrati da acidità e sapidità perfetti a fine pasto ma anche con foie-gras o formaggi se invecchiati. Apprezzati sopratutto dai mercati americani.

Rosé: Viene generalmente con un vino base bianco (85-95%) a cui viene aggiunto vino rosso da uve Pinot Nero (Coteaux Champenois Rouge) in ragione del 5-15%. Adatto come aperitivo e da pasto, speciale con formaggi a media stagionatura, salumi e cani a breve cottura. Se prodotto esclusivamente “Rosé de saignée” ha un colore e gusto più intenso.

Abbiamo degustato le seguenti bottiglie:

  • Delouvin-Nowack Carte d’Or Brut
  • Lilbert Blanc de Blancs Grand Cru
  • Pierson Cuvelier Prestige Grand Cru
  • Pierre Gerbais L’Originale Extra-Brut
  • Moutard Arbane 2010
  • Gaidz-Forget Premier Cru Rosé

Vi apettiamo alla prossima degustaizone che si terrà 11 Aprile 2017 in Via Brenta 7/B a Parma, per info e prenotazione scrivere a info@capagio.it

 

 

 

Ricetta & Champagne: Finger Salmone

finger salmone e champagne

Volete un piatto veloce da preparare in anticipo?

Questi bocconcini al salmone sono dei finger food facilissimi da realizzare ma che vi faranno fare una bellissima figura con i vostri ospiti.

Per realizzarne 10  vi serviranno:

  • 100 gr di cubetti di salmone affumicato
  • 10 fette di pane integrale biologico di farro
  • 4 uova
  • 2 cucchiai di farina
  • erba cipollina qb
  • aneto qb
  • 100 ml di latte
  • noce moscata
  • sale e pepe qb
  • panna acida qb
  • farina di pistacchi

Ricavate dalle fettine di pane, aiutandovi con un coppa pasta piccolo, 10 dischi di pane e fatelo tostare.

In una ciotola sbattete le uova con farina, erba cipollina, aneto, noce moscata, latte, sale e pepe.

In una padella di medie dimensioni fate scaldare 2 cucchiai d’olio e con il composto fate una frittata dalla quale ricaverete dei dischi, utilizzando lo stesso coppapasta che avete utilizzato per il pane.

A questo punto dovrete solo assemblare i finger mettendo, in ordine: il pane tostato, la frittata, i cubetti di salmone, un pò di panna acida e una spolverata di farina di pistacchi.

Delouvin_Rose_ETE cosa abbiniamo a questi golosi bocconcini con il salmone?

Provate lo champagne Delouvin- Nowack rosé, un 100% Meunier di un bellissimo rosa salmone (appunto), rotondo e deciso, caratterizzato da un bel finale, ideale per sostenere il salmone affumicato.

Un binomio estivo davvero azzeccato.

In collaborazione con: http://blog.giallozafferano.it/cookinglovelive/

 

Brut, dry e demi-sec, le parole che ci dicono quanto zucchero c’è nelle bollicine

extra_brutBrut, extra brut, dry e demisec. Le parole legate al vino e alle bollicine sono tante e spesso poco comprensibili per chi si avvicina al mondo dell’enologia. Così quando ci ritroviamo a dover acquistare una bottiglia di champagne ci scontriamo con questo termini che spesso ci lasciano perplessi.

Le denominazioni extra-brut, dry e demi –sec che vengono assegnate allo champagne indicano la quantità di zucchero presente nel vino. La Commissione europea ha stilato una tabella all’interno della quale si trovano i valori di riferimento per la classificazione degli champagne, che devono essere sempre essere riportati in etichetta.

Cominciamo con il Brut Nature, che presenta un residuo di zucchero inferiore o uguale a 3 grammi per litro, per questo viene anche detto Dosage Zéro o Pas Dosé. A questa categoria appartengono gli champagne più secchi, dal sapore deciso.

Extra Brut ha una presenza di zucchero che varia tra i 0 e 6 grammi per litro. In questa fascia rientrano gli champagne secchi e con una nota di acidità.

Il Brut presenta un residuo di 12 grammi di zucchero per litro.

Extra dry o Extra sec, con il suo residuo zuccherino che varia tra i 12 e i 17 grammi per litro, hanno un sapore più morbido rispetto ai Brut.

Alla categoria dei Dry o Sec appartengono le bollicine più dolci, con un residuo di zucchero tra i 17 e i 32 grammi per litro. Ancora non abbastanza dolci per accompagnare un dessert, sono vini che ben accompagnano la frutta.

Alla categoria Demisec appartengono già le bollicine da dessert, gli champagne ideali per accompagnare dolci e biscotti, grazie alla loro concentrazione di zucchero che oscilla tra i 33 e i 50 grammi per litro. Oltre questa concentrazione, gli champagne vengono semplicemente definiti dolci.

Diario di un viaggio in Champagne ANCORA NELL’AUBE

GERBAIS

Diario di un viaggio in Champagne: ANCORA NELL’AUBE

 È così bella l’AUBE che desideriamo restare ancora un po’…Questa zona è davvero speciale, fiumi bellissimi, paesini incantevoli, un parco naturale e un patrimonio culturale degni di nota.

Eravamo a Courteron, ricordate? Ora imbocchiamo la D671, una bellissima strada circondata da vigneti e ci spostiamo di qualche chilometro verso Troyes, la capitale dell’Aube.  

Una sosta d’obbligo è a Celles sur Ource, dove troviamo la famiglia Gerbais, vignaioli da 4 generazioni: molto attenti all’ambiente e a produrre champagne che siano il più possibile lontani da prodotti chimici aderiscono, sin dal 1996, al metodo AMPELOS, garanzia di una viticultura integrata; insomma, grande rispetto per la natura in tutti i 17 ettari di vigneto.

La maison Gerbais, al cui vertice ora c’è Pascal aiutato dal giovane Aurélien, vanta  una gamma davvero speciale per lo più caratterizzata da vinificazioni in purezza: 100% Chardonnay, 100% Pinot Nero ( Nature e Sans Soufre) e, tra i pochi nella Champagne, uno champagne 100% Pinot Bianco,l’Originale una vera rarità, comparabile a nessun’altra cuvée. Inoltre, tutti i loro champagne riposano sui lieviti almeno 24 mesi, il ché conferisce ampiezza di profumi e grande finezza.

Ricordatevi di questo indirizzo quando vorrete fare una vacanza da queste parti.

 

 

Diario di un viaggio in Champagne – l’Aube

Diario di un viaggio in Champagne : l’Aube

Iniziamo oggi un viaggio nella meravigliosa Champagne, terra di gioielli preziosi.

Arrivando da sud la prima zona che incontriamo è l’Aube, piuttosto simile alla Borgogna (e anche molto vicina), dove si susseguono estesi vigneti vitati soprattutto a Pinot Nero e villaggi bellissimi; ne citiamo uno per tutti: Essoyes, è qui che Renoir padre ha trascorso 30 estati della sua lunga vita e Renoir figlio dice di aver passato i momenti più belli della sua infanzia.

Coma detto nell’Aube è il Pinot Nero a farla da padrone ma è qui, e solo qui, che si trovano anche le uve più particolari di tutta la Champagne: Pinot Bianco, Petit Meslier, Arbanne e Pinot Grigio e i vigneron più curiosi hanno iniziato a proporli o assemblati o in purezza, grandi meraviglie da provare!Benoît Jean-Pierre Morgane Jean-Sébastien Fleury

Come prima tappa abbiamo scelto Courteron, un villaggio di 122 abitanti, dove ha sede la famiglia Fleury, mitici vigneron biodinamici sin dal 1992. 

L’art d’être naturel non è solo il loro motto, ma è lo stile di vita della famiglia Fleury. Parliamo di una maison storica, fondata nel 1929; Mr Jean Pierre Fleury, ora affiancato dai figli Morgane, Jean Sébastien e Benoit, è una mosca bianca nell’universo champenois, per lui che da bambino sognava di diventare astronomo, l’incontro con l’agricoltura biodinamica che tiene conto della posizione degli astri, deve essere stata un’autentica rivelazione. Tutte le uve che troviamo nei suoi champagne sono coltivate in biodinamia.

Fleury offre una gamma molto ampia, dal classico blanc de Noirs al Rosé de saignée passando per diverse bottiglie haute gamme sino ai millesimati più importanti, sempre pronto a sperimentare nuovi dosaggi o assemblaggi sicuro dell’esperienza che deriva dalla lunga tradizione.

Molto simpatici e ospitali hanno reso molto speciale la prima sosta champenoise e, se il buon giorno si vede dal mattino, sarà un bellissimo viaggio.

Champagne Capagio e rugby: che coppia!

Champagne e rugby, strano connubio? no, due grandi passioni

Secondo la Treccani, la passione è “inclinazione vivissima, forte interesse, trasporto per qualche cosa..”

Ecco, noi siamo trasportati dalla passione per il nostro adorato champagne e per il rugby, quindi non potevamo non parlarvene di ritorno da Edinburgh dove gli azzurri, con grande tenacia, hanno battuto la nazionale scozzese

Si, scorrevano fiumi di birra a scaldare il morale e riscaldare i corpi ma, al Murrayfield, il glorioso campo dove immaginiamo che abbia giocato anche Harry Potter, non mancava lo champagne.

Certo sempre in perfetto stile “maghettiano”, un bus a due piani adattato a champagne bar per ricordarci dove ci trovavamo, ma la sostanza resta.

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E per chi rimane a casa? Quale champagne ci vuole in un’occasione simile? non abbiamo che l’imbarazzo della scelta: un bello champagne de coeur a base di Pinot Nero, un millesimato con Pinot Meunier o un blanc de Blancs Prestige, magari per accompagnare un risotto allo champagne. Insomma organizziamoci, il 6 nazioni è ancora lungo e, anche se non seguiremo più la Nazionale in trasferta, possiamo accomodarci davanti allo schermo con un solo dubbio: quale champagne metto in fresco?

Solo un consiglio: invitiamo un po’ di amici a casa e prepariamo alcune bottiglie diverse, il divertimento è assicurato. 

 

 

Salone del gusto: Simon Selosse e Etienne Lefèvre

saloneAh come ci piace il Salone del Gusto!
In questo momento così grigio al Salone si respira un’aria felice e rilassata, profumi colori e sapori nuovi e spesso incredibili che provengono da tutto il mondo.

Lavoro splendido quello di Slow-Food, grazie al quale scopriamo “cose sagge e meravigliose”  e cui siamo davvero riconoscenti perché con grande passione e dedizione ci ha fatto scoprire un universo nuovo, offrendo notorietà a prodotti unici che sarebbero finiti nel dimenticatoio.

Anche questa volta Capagio era presente: abbiamo partecipato ad un bellissimo “laboratorio del gusto” incentrato sull’importanza del dosaggio di zucchero negli champagne, degustando 2 champagne nella versione nature, brut e demi-sec , vale a dire 0 grammi di zucchero, circa 8 e circa 45. 

In particolare abbiamo assaggiato Simon-Selosse blanc de Blancs (100% Chardonnay) del Grand Cru di Avize, Cote des Blancs, ed Etienne Lefèvre Carte Blanche (90% Pinot Nero e 10% Chardonnay) del Grand Cru di Verzy, Montagne de Reims; 2 champagne diversissimi ma entrambi sorprendenti e, ancora una volta, la sorpresa maggiore è arrivata dal demi-sec

In Italia non c’è ancora una tradizione di champagne demi-sec, ma almeno proviamolo, è lui il vero champagne che possiamo accompagnare al dolce, una bontà!

.. .ci siamo divertiti molto e le persone del pubblico hanno partecipato con entusiasmo.

Tornati a casa è ora di prepararsi al Natale (anche con i demi-sec per il panettone, appunto) ma il nostro orecchio resta teso per ascoltare le sirene che già ci ammaliano parlandoci del Salone del Gusto 2016.

Quale sarà l’argomento del prossimo laboratorio, suggerimenti?

 

Firenze, per un giorno capitale della felicità

FirenzeNon poteva che svolgersi a Palazzo Borghese di Firenze l’incontro annuale dedicato allo champagne che si è svolto lo scorso 7 ottobre .. come sempre l’organizzazione del Bureau du Champagne Italia è stata impeccabile.

Noi, che siamo più abituati a parlare dello champagne come vino e non come simbolo, questa volta vi raccontiamo la veste più sfarzosa, quella legata alla sua aura di sogno, il vino della feste, quello che bevono i re e le regine (anche quelli moderni, quelli di Hollywood ma anche di Bollywood e perché no, di Cinecittà); ci siamo ritrovati in saloni meravigliosi dove luccicanti lampadari ed affreschi da sogno hanno fatto da cornice al nostro vino il quale, come sempre, è stato all’altezza.

Tanti i calici in degustazione a Firenze e tante le espressioni di questa meraviglia: blanc de Blancs, assemblaggi, millesimati d’eccezione e cuvées di prestigio, molte bottiglie conosciute anche grazie ai film, tutti degustati da un pubblico attento e partecipe.

..e ancora una volta si è avverato il “miracolo dello champagne”: siamo arrivati presto, quando ancora i saloni erano permeati da un lieve bisbigliare, intenditori che si scambiavano sapienti perle di degustazione,  ma quando ce ne siamo andati, circa 2 ore dopo, l’atmosfera si era scaldata, il chiacchiericcio più alto, e più lieve, e tutti sembravano più felici.

Anche noi

 

 

 

 

 

 

Al matrimonio dell’anno lo champagne non mancava

foto George ClooneyVabbè, il matrimonio dell’anno, del secolo forse, è andato..con buona pace di tutti coloro che non ci credevano o speravano che non fosse possibile, lo scapolone George Clooney ha la fede al dito.

Avete visto le foto? Lui sempre un po’ sornione, sorridente e simpatico, ma la cosa che interessa noi è che l’unica foto in cui è sorpreso a bere..tac: una flute e forse ci sbaglieremo, ma crediamo di champagne; perché? perché è il vino della festa per eccellenza e a Venezia, lo scorso fine settimana, hanno sicuramente fatto grandi FESTE, parliamo del matrimonio di George!

Chissà con quale champagne avranno celebrato il loro sogno, aspettiamo l’uscita di Vogue America dove siamo sicuri non mancheranno dettagli anche riguardo il banchetto, che a noi interessa forse più degli abiti delle signore.

Poi non dimentichiamo che è stato un we intero di festeggiamenti, quindi è il caso di parlare di “champagne a fiumi”; non ne siamo sicuri? certo che no, ma se anche non fosse così a noi piace pensarlo e ancora di più sognarlo.

auguri ragazzi e buon champagne a tutti!

 

 

Finalmente in Champagne si vendemmia, grande momento!

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“Ahi settembre mi dirai quanti amori porterai le vendemmie che faro’, ahi settembre tornerò”

Vi ricordate la canzone di Alberto Fortis? sembra scritta per noi; si, le vacanze sono belle ma per il magico mondo dello champagne il rientro è bellissimo perché coincide con la vendemmia: momento fondamentale ed entusiasmante!

Quest’anno la data di inizio è l’8 settembre perché in Champagne non si può vendemmiare quando si vuole, no, bisogna aspettare il via da parte del C.I.V.C e, udite udite, per ogni villaggio c’è una data diversa e ancora…in alcuni villaggi la data di raccolta dello Chardonnay non coincide con quella del Pinot Nero. Come sempre qui niente è lasciato al caso.

La domanda ora è: che annata sarà il 2014?  se lo domandate a un vigneron, quasi sicuramente vi dirà: buona! ma ve lo dirà, o ve lo avrà detto, tutte le volte.

a noi non resta che aspettare pazienti qualche anno…nel frattempo godiamoci questa grande festa che coinvolge tutta la gente di Champagne

Bentornati!